DA DOMENICA 6 A VENERDI’ 11 AGOSTO 2017

Sei giorni di cammino tra le meraviglie di Veglia, Devero e Formazza

 

Tra l’Alpe Veglia, l’Alpe Devero e la Val Formazza, nell’estremo Nord del Piemonte, camminiamo tra natura incontaminata e tradizioni secolari. Sei giorni di trekking alla scoperta del popolo Walser, che giunse qui da oltralpe nel medioevo, e dei segreti del rinomato formaggio Bettelmatt, prodotto esclusivamente in sette alpeggi della zona. L’Alta Via dell’Ossola vi porterà a godere di paesaggi incredibili ma anche dell’ospitalità dei vari rifugi in cui ci fermeremo la sera. Per un’esperienza che vi resterà nel cuore!

 

PROGRAMMA

Primo giorno

Il ritrovo è a Domodossola, alla stazione dei treni, alle ore 9.30. Da qui, con l’autobus pubblico, arriviamo al paese di Varzo, lungo la valle che porta al Passo del Sempione, ed iniziamo il nostro trekking. Dallo splendido centro storico (568 m) saliamo per boschi, piccole caratteristiche frazioni ed alpeggi, fino a raggiungere l’Alpe Solcio (1751 m). Qui vivono tutto l’anno Marina ed Enrico, i gestori dell’accogliente rifugio dove trascorreremo la notte.

Questa prima tappa ha una durata di circa 4 ore e mezza, con un dislivello in salita di circa 1150 m. Cena, notte e colazione: rifugio Crosta.

Secondo giorno

Percorriamo il suggestivo e panoramico sentiero-balcone  che unisce l’Alpe Solcio all’Alpe Veglia. L’itinerario si snoda in mezza costa, senza grandi dislivelli, nei boschi della Val Cairasca, tocca poi i pascoli dell’alpe Ciamporino (raggiungibile anche San Domenico in seggiovia) e prosegue lungo il “Sentiero dei fiori” fino alla grande conca di Veglia (1750 m). Questa, modellata durante l’ultima glaciazione e poi colmata dai depositi portati dai corsi d’acqua, è oggi una vasta piana di pascoli circondata da boschi di larici e dominata da una corona di cime che superano i 3000 metri tra le quali spicca il Monte Leone (3553 m), la più alta di tutte le Alpi Lepontine. Giunti alla meta c’è il tempo per visitare le varie aziende agricole, che producono ottimi formaggi e per bere alla sorgente dell’acqua ferruginosa.

La seconda tappa ha una durata di circa 5 ore, con un dislivello sia in salita sia in discesa di circa 400 m. Cena, notte e colazione: rifugio Città di Arona.

Terzo giorno

Dopo la sveglia e la colazione ci incamminiamo in leggera salita, attraverso splendidi boschi di larici, puntando verso l’Alpe Devero. Siamo nel cuore del Parco Naturale Veglia – Devero e lungo il percorso ampi pianori costellati da massi erratici segnano le tappe dell’ascesa, fino a giungere al Passo di Valtendra (2432 m). Una lieve discesa e poi ecco il secondo colle da valicare, la Scatta d’Orogna (2461 m), oltre il quale si apre la stupenda Val Buscagna: praterie sconfinate attraversate da un sinuoso torrente. Inizia così la discesa che, sempre attraverso bellissimi scenari, ci porta fino alla piana dell’Alpe Devero (1640 m), gemella di Veglia. Qui un piccolo e delizioso albergo ci aspetta!

Questa tappa ha una durata di circa 6 ore e mezza, con un dislivello di circa 850 metri in salta e 950 in discesa. Cena, notte e colazione: Albergo Casa Fontana.

Quarto giorno

Da Devero raggiungiamo il bellissimo nucleo di baite di Crampiolo. Dopo una breve sosta per salutare gli amici proseguiamo fino a costeggiare interamente il lungo Lago di Devero. Arriviamo così all’Alpe Forno, il primo degli alpeggi del Bettelmatt che incontreremo lungo il cammino. Continuiamo quindi a salire fino ad arrivare alla Scatta Minoia (2599 m), il colle attraverso il quale entriamo in Val Formazza. Subito si individua il Lago Vannino, che raggiungiamo scendendo sul versate opposto. Arriviamo all’Alpe Vannino, altro luogo di produzione del Bettelmatt, e da qui scendiamo al rifugio Myriam (2050 m). Cecilia e Lorenzo abitano qui  e ci aspettano con la loro cordiale ospitalità.

Questa tappa ha una durata di circa 6 ore e mezza, con un dislivello in salita di circa 1000 m ed in discesa di circa 550 m. Cena, notte e colazione: rifugio Myriam.

Quinto giorno

Dal rifugio torniamo al Lago Vannino e saliamo poi al Passo di Nefelgiù (2583 m), affacciandoci così sul Lago di Morasco. Le acque di questo bacino artificiale hanno cancellato un’antica frazione dell’insediamento Walser di Formazza: uno dei tanti esempi del prezzo che questi monti hanno pagato al progresso. Scendiamo quindi all’incantevole piana di Riale (1718 m), da dove risaliamo verso il Lago Kastel, che prende il nome da un altro degli alpeggi del Bettelmatt. Poco oltre arriviamo al Lago Toggia, nei cui pressi, a 2157 metri di quota, c’è il famoso rifugio Maria Luisa, nostro punto di appoggio.

La quinta tappa ha una durata di circa 6 ore, con un dislivello in salita di circa 1050 m e in discesa di circa 900 m. Cena, notte e colazione: rifugio Maria Luisa.

Sesto giorno

Portate i documenti: oggi andiamo in Svizzera! Il sentiero, in leggera salita, costeggia il lago e raggiunge Passo San Giacomo (2308 m). Da qui entriamo in territorio elvetico e, con un lungo sentiero in quota, arriviamo alla capanna Corno Gries del Club Alpino Svizzero (2338 m), rifugio dall’architettura molto originale. Dopo la sosta saliamo ancora un po’ fino al Lago ed al ghiacciaio di Gries, raggiungendo poi l’omonimo Passo (2479 m) che ci fa rientrare in Italia. Scendiamo quindi alla Piana di Bettelmatt (2112 m), da cui il formaggio prende il nome, per tornare infine al Lago di Morasco e a Riale, dove si conclude il nostro viaggio.

L’ultima tappa prevede circa 7 ore di cammino, con un dislivello in salita di circa 450 m e in discesa di circa 900 m. Rientro a Domodossola con minibus privato.

 Date: da domenica 6 a venerdì 11 agosto 2017.

Altre date su richiesta.

 Iscrizioni: entro tre settimane prima della partenza.

ATTENZIONE: l’Alta Via dell’Ossola è un trekking tecnicamente semplice, ma fisicamente impegnativo. È quindi richiesto un buon allenamento, con abitudine a lunghe camminate in montagna.

Dove si dorme: i rifugi previsti per questo Tour offrono il pernottamento in camere a più letti, con bagni in comune, doccia, sevizio di mezza pensione e possibilità di acquistare il pranzo al sacco per il giorno successivo. Attenzione: le strutture indicate sono quelle che normalmente utilizziamo in questo trekking, ma possono essere soggette a cambiamenti secondo la disponibilità.

Quota accompagnamento guida a persona: 225 Euro.

Indicazione di spesa per sistemazione in rifugi alpini, con trattamento di mezza pensione (bevande escluse) e trasporti (tutti i trasferimenti indicati nel programma): 345 Euro.

Assicurazione personale, pranzi, bevande oltre all’acqua, eventuali extra, eventuali mance a carico e a discrezione del partecipante. 

La Guida si riserva la facoltà di cambiare itinerario in base alle condizioni della montagna o alle condizioni psicofisiche dei partecipanti.

 

 Abbigliamento e attrezzatura

Sono necessarie buone e robuste scarpe da trekking, già collaudate (raccomandiamo di non arrivare con scarpe nuove, che potrebbero fare male!). L’abbigliamento deve essere comodo, caldo o fresco a seconda della temperatura: consigliamo di vestirsi a strati (maglietta intima, maglia a maniche lunghe, pile) con materiale tecnico, che asciuga velocemente, in modo da limitare il più possibile i ricambi. Indispensabile un buono zaino (attenzione che più è grande e più lo si riempie di cose inutili), giacca e sovrapantaloni impermeabili, guanti e berretto caldi, crema e occhiali da sole, una borraccia (o una bottiglia di plastica) per l’acqua e dei viveri di emergenza (qualche barretta energetica). Inoltre non dimenticate il necessario per l’igiene personale, salviette umidificate, un asciugamano, una piccola torcia elettrica ed il sacco lenzuolo (comunque acquistabile nei rifugi). Vivamente consigliati i bastoncini telescopici da trekking, un ombrellino ed un paio di ghette.

Un ultimo suggerimento: generalmente gli zaini non sono molto impermeabili, è quindi meglio procurarsi un apposito telo e/o chiudere tutto il bagaglio in borse di plastica.

Nota: andando all’estero si raccomanda di portare un documento di identità valido e la tessera sanitaria.

 

Trekking: sette buoni motivi per partire

un trekking ti aiuta a ritornare alla natura, liberandoti dallo stress

un trekking ti insegna a darti un obiettivo e a raggiungerlo, superando ostacoli e imprevisti

un trekking ti insegna a limitare i tuoi bisogni all’essenziale: lo zaino pesa

un trekking ti insegna ad apprezzare le cose semplici: il buon cibo, l’acqua fresca, il fuoco alla sera

un trekking ti insegna che la lentezza può essere molto meglio della velocità

un trekking ti insegna che il silenzio dice molte più cose del rumore

un trekking è sempre una grande esperienza di amicizia

Perché con noi?

Perché viviamo ai piedi di queste montagne e siamo specializzati su questo Tour.

Perché vi offriamo un rapporto qualità/prezzo davvero imbattibile.

 

DOVE SIAMO: il punto di partenza e arrivo di questo Tour è Domodossola, in Piemonte. Milano è a 130 km e Torino a 170 km.

COME ARRIVARE: con l’autostrada A26 fino a Gravellona Toce. Proseguire poi lungo la superstrada del Sempione fino a Domodossola. La città è facilmente raggiungibile in treno. Il ritrovo è alla stazione ferroviaria alle 9.30 (MAPPA).

Informazioni e iscrizioni:

+39.346.3185282    + 39.349.0895467

info@mountainplanet.net